Il legno spalted

Il legno Spalted

Spesso nel corso degli anni, tra mostre fiere ed eventi, mi si chiede con interesse quale specie di legno sia quello dall'aspetto tutto "macchiato". Cerco sempre di spiegare in modo semplice di che "specie" di legno si tratta, ma visto il grande interesse e curiosità in merito all'argomento, ho deciso di scrivere sul blog queste poche righe un po più dettagliate. Non vogliono essere una spiegazione scientifica, ma piuttosto una piccola "scheda informativa" sull'effetto spalted. 

Innanzitutto chiariamo che il legno spalted non è una specie, ma bensì il risultato di una serie di eventi che, in determinate condizioni, conferiscono al legno questo bel aspetto estetico. Vediamo come...

La parola spalting, prende le sue origini dalla lingua inglese e non ha una sua esatta traduzione, sta a indicare una qualsiasi forma di colorazione del legno causata da funghi. Sebbene lo spalting sia presente e si generi principalmente negli alberi morti, lo si può trovare anche negli alberi vivi. Anche se lo spalting può causare perdita di peso e strutturalmente indebolire il legno, le colorazioni particolari e direi uniche, nonché le trame infinite che si vanno a creare nel legno, rendono quest'ultimo, molto interessante da lavorare.

Vaso scavato in betulla spalted   Vaso scavato di betulla spalted

Questo fenomeno si divide sostanzialmente in tre tipologie principali di trasformazione che avvengono nel legno: la pigmentazione, il marciume bianco e le linee di zona. Il legno spalted può mostrare una o tutte queste caratteristiche. Possono crescere sia nei legni duri (latifoglie) che in quelli teneri (conifere), ma le linee di zona e la putrefazione bianca si trovano più comunemente sui legni duri a causa delle differenze enzimatiche di alcuni funghi. Ognuno di questi tre fenomeni, generati da diversi tipi di funghi, agisce sulle cellule del legno in modo differente. Chiaramente, la continua ed eccessiva azione da parte dei funghi porta inesorabilmente il legno a decadere e marcire, rendendo in pratica impossibile la sua lavorazione.

Uno degli aspetti estetici che più amo di questo processo naturale, sono le linee di zona. Con le sue punteggiature scure, le linee sinuose striate e sottili che vanno dal rosso, marrone e nero sono assolutamente affascinanti. Queste linee di decadimento del legno sembra non siano da imputare ad alcun tipo specifico di fungo, ma piuttosto una zona diciamo d'interazione, in cui diversi funghi erigono delle barriere per proteggere l'area in cui vivono e si nutrono. 

                                                                                                              Vaso di faggio spalted 

Ma quali sono le condizioni ideali per ottenere lo spalted ? molto banalmente, sono le stesse condizioni richieste dai funghi stessi per crescere. Ossigeno, temperatura calda, acqua/umidità e micronutrienti. Ultima condizione ma non meno importante, il tempo.

La combinazione di tutti questi elementi, nell'arco di un determinato tempo, (che ovviamente varia in funzione del tipo di legno e delle specie di funghi che crescono) genererà questo fenomeno naturale, creando splendide trame sempre diverse. Al fine di evitare che il legno si deteriori eccessivamente, è molto importante annullare l'azione dei gunghi, facendo asciugare il legno che con la lavorazione e la finitura, arresterà definitivamente il decadimento.  

I legni spalted che prediligo lavorare e che danno i risultati migliori sono sostanzialmente tre, l'acero nelle sue varie specie, la betulla e il faggio.  Ho sperimentato anche il noce, ma è più delicato e difficile da controllare. 

E qui, finisce il mio piccolo articolo sul legno spalted. Come vi dicevo, l'articolo non vuole in alcun caso essere scientificamente esaustivo, ma semplicemente spiegare in breve e con semplici parole questo interessante fenomeno della natura. Se eseguito nel modo corretto, questo processo può regalare effetti estetici davvero stupefacenti sugli oggetti di design e non che andremo a realizzare. 

Scatolina di faggio spalted


Un saluto e a risentirci al prossimo articolo,......Ciao   

Share: